Malta Middle Sea Rice, intervista a Nicola Russo

malta_middle_sea_rice La Malta Middle Sea Rice è una manifestazione nautica che ha visto partecipare velisti da diverse parti del mondo. Anche gli italiani ne hanno preso parte e su MaltaBolog abbiamo avuto il piacere di intervistare Nicola Russo, vincitore di diverse edizioni della Malta Middle Sea Rice.

Sua figlia, Laura ce lo presenta con queste parole: “Qualche giorno fa , navigando su internet, mi sono trovata a leggere su un articolo sulla bellissima regata Middle Sea Rice che si tiene a Malta ogni anno. E’ stato un tuffo nel passato , alla mia infanzia quando da bambina , insieme alle mie sorelle, facevamo il tifo per papà che con la sua piccola Swing Cot partecipava a una regata così importante. Partiva con il suo borsone nel quale non mancava mai la mitica felpa gialla e una borsetta piena di portafortuna. Arrivava a Malta , ci telefonava da una cabina telefonica e mia sorella più grande gli dettava le previsione meteo di tutto il periodo della regata. Sue notizie le ricevevamo solo quando era tutto finito e ripartiva per rientrare a Napoli. Nel ‘ 96 non c’ era internet, Skype o Whats App , era tutto in mano al mare, al vento e alle proprie capacità e conoscenze nautiche. Papà apprendeva nozioni di meterologia dai libri, studiava come era fatta una barca a vela nei dettagli, calcolava le rotte da autodidatta. La sua barca l’ avrà smontata pezzo pezzo almeno cento volte e altre tante volte l’ ha rimontata con la stessa pazienza. Quando si iscriveva alle regate il suo scopo principale era divertirsi con il suo equipaggio composto da baldi e volenterosi giovani in cerca di un’ avventura in mare. Requisito fondamentale? Non soffrire il mare perchè una volta salpati nessuno avrebbe baciato terra prima di aver tagliato il traguardo. Spero di rivederlo presto sulla sua Swing Cot pronto a salpare per un’altra avventura in mare. Auguro a tutti i partecipanti di quest’ anno “ Buon vento” con lo stesso entusiasmo con cui io da piccola l’ augurai al mio papà quando partì per la sua seconda Middle Sea non sapendo che sarebbe tornato vincitore!”

Con i dolci occhi di figlia e foto di famiglia, MaltaBlog esprime, il racconto delle emozioni vissute in un momento maltese:

malta_middle_sea_rice (2)– Intanto ti ringrazio per la disponibilità che Nicola Russo ha avuto per i lettori di MaltaBlog. Tu sei stato il diretto protagonista della manifestazione nautica della Malta Middle Sea che avviene annualmente a Malta, ci vuoi raccontare quando fu la prima volta che sentisti parlare di questa gara?

Ebbi modo di conoscere la Middle Sea Race nel 1977 quando, nel cantiere dove ormeggiavo il mio barchino, venne a fare carena un vecchio veliero in legno (Susanna II) di oltre 20 metri del cantiere Sangermani che si stava preparando per partecipare alla regata. Conobbi l’armatore e mi proposi come equipaggio per un’esperienza per me nuova, non solo come evento agonistico ma anche di sola navigazione d’altura. Questa partecipazione rappresentò il mio battesimo ad una navigazione più impegnativa perchè quell’anno ci fu anche una buona dose di cattivo tempo che ci impegnò molto. Il risultato sportivo non fu dei migliori ma l’occasione di visitare Malta, di conoscere i maltesi , di partecipare ad un evento così importante mi segnò profondamente.
Dopo circa 20 anni il fascino di questa regata fu per me un richiamo irresistibile . Nel frattempo ero diventato armatore , anche se di una barca piccola, di 10 metri circa , mi divertivo nelle regate di circolo a Napoli ma con la passione dell’altura. Così nel 1996, con il mio equipaggio formato da 5 amici, ci lanciammo in quella che per noi era un’avventura considerando che al massimo avevamo fatto regate di 150 miglia e passare ad una regata di circa 700 miglia, senza contare le oltre 600 miglia di trasferimenti, era motivo di grande eccitazione. Sebbene la barca non fosse un “racer” ma un diffuso modello da crociera ,in quella edizione ottenemmo un ottimo risultato sportivo ,al di là di ogni più rosea previsione, giungendo secondi over all dietro solo ad un maxi yacht da regata. Ma al di là del risultato sportivo quello che lascia il segno è l’aver vissuto un evento straordinario in una cornice straordinaria, con persone straordinarie.
Considero la Middle Sea Race la più bella regata del Mediterraneo per l’eccezionalità del percorso, per il difficile attraversamento dello stretto di Messina , per la bellezza dei panorami in prossimità delle isole, per l’incredibile cielo stellato di notte e per la capricciosità del tempo. Che dire della bellezza del porto , della sede del Royal Yacht Club , della competenza e cortesia di tutti gli organizzatori? E’ un’esperienza che tutti i velisti dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Noi infatti ne abbiamo fatte 4 di seguito ,sempre con buoni risultati sportivi (nel 1998 abbiamo vinto “over all “ nella classe Orc e siamo fieri di stare nell’albo d’oro della manifestazione) ma con un bagaglio di sensazioni ed emozioni indimenticabili.
-Come si svilupparono i particolari tecnici per affrontare una gara?
La preparazione di una una gara del genere impone un’attenta preparazione della barca con una scrupolosa verifica di tutta l’attrezzatura per prevenire eventuali avarie. A differenza delle regate di circolo dove si naviga a vista e richiedere ed ottenere aiuti non rappresenta un problema, nell’altura è quasi la norma navigare senza vedere altri concorrenti per giorni, spesso lontani dalla costa, in più di notte e con cattivo tempo. Immaginare di poter ricevere rapidamente aiuti in alcune situazioni è veramente difficile per cui è bene pensare che bisognerà fare affidamento per primi su se stessi prevenendo, là dove possibile, ogni tipo di avaria. Altro aspetto importante è la sicurezza dell’equipaggio. Il peggior incubo di tutti gli armatori è “l’uomo in mare” di notte con cattivo tempo per cui predisponevo delle “life line” con l’obbligo di usare di notte le cinture di sicurezza oltre ad essere dotati di luci stroboscopiche per essere , eventualmente, facilmente individuabili. Per il passaggio dello stretto di Messina è utile disporre delle tabelle delle maree
per affrontare nel modo migliore questo passaggio che può diventare laborioso se affrontato nei momenti in cui le correnti contrarie raggiungono circa i 6 nodi.
malta_middle_sea_rice (4)– Quale fu lo spirito che si ebbe una volta varcato, per primi, la linea dell’arrivo?
La flotta partecipante è molto eterogenea per dimensioni e prestazioni delle barche e per metter sullo stesso piano tutti i partecipanti vengono applicati dei coefficienti correttivi al tempo realmente impiegato per cui i risultati si hanno quando tutti i partecipanti sono arrivati e spesso tra i più veloci e i più lenti passano alcuni giorni. In ogni caso tagliare il traguardo è sempre motivo di soddisfazione per aver completato il percorso, spesso affrontando estenuanti bonacce o rabbiose burrasche.
– Quando si decise di partecipare ad una gara, ci sono delle preoccupazioni, per voi un nemico è il vento, come le affrontale? Il team è fondamentale?
La maggiore preoccupazione per tutti i velisti è il cattivo tempo perchè in quelle circostanze l’attrezzatura è soggetta a forti sollecitazioni che più facilmente determinano rotture e guasti. Di qui l’importanza del lavoro preventivo per annullare o almeno ridurre tale rischio. Infine è inutile sottolineare l’importanza dell’equipaggio che deve essere una squadra con la stessa voglia di partecipare divertendosi anche se, alla fine, la vela d’altura è abbastanza faticosa. Dal punto di vista fisico la regata risulta impegnativa se si considera che, con la mia barca , impiegavamo circa 5 giorni per completare il percorso ed ogni persona era impegnata 3 ore di guardia e 3 di riposo , spesso con l’impossibilità di preparare un pasto caldo a causa del cattivo mare o della pioggia. Il velista teme la burrasca ma in qualche modo la desidera , vuole mettersi alla prova , vuole godere la soddisfazione di affrontare una difficoltà e superarla. Un buon membro di un equipaggio è una persona che, al di là delle capacità tecniche si ritrova nelle parole del poeta:
“La vela è un dono del Signore ai suoi figli più belli; il giorno in cui ve ne ammalerete, ringraziatelo; pochi al mondo avranno momenti più puliti e liberi.
Sarete dannati dalla fatica, spierete per ore un attimo di vento, farete bagni fuori stagione ed avrete le mani scorticate, ma un giorno di vela vi sembrerà un compenso anche troppo alto, perchè vi farà toccare da un sentimento nuovo: la gioia”.
-Chi era e chi è oggi Nicola Russo?
Prima ero un appassionato velista oggi sono un appassionato motociclista di moto d’ epoca che compro e restauro personalmente .
– Ci puoi dire cosa ha lasciato questa avventura?
La partecipazione a 5 edizioni della regata hanno lasciato in me un cumulo di ricordi bellissimi con tanti episodi sportivi ed umani incancellabili. Spero tanto di tornare a Malta per incontrare qualche vecchio amico-avversario, ritornare nelle belle sale del Royal Yacht Club e andare a cena al Bleack Pearl.

E con un simpatico invito a Malta, salutiamo e ringraziamo Laura e Nicola Russo che ci hanno fatto rivivere momenti passati che condivideremo nella nuova e avventurosa Malta Middle Sea Rice. Grazie dai tutti i lettori di MaltaBlog :-)

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