Fuga a Malta: Italiani in testa dopo i Britannici

La forza lavoro straniera a Malta è più che raddoppiata durante gli ultimi otto anni, e vede in testa gli Italiani seguiti da Britannici e Spagnoli.

I dati forniti da Employment and Training Corporation (l’ufficio di collocamento maltese) mostrano una forte crescita della forza lavoro italiana che passa da 516 persone del 2008 a ben 4023 di luglio 2015, con un incremento del 780%.

Per I lavoratori Britannici l’incremento delle presenze è stato in linea con la media di lavoratori provenienti da altri paesi passando da 1581 presenze del 2008 a 3575 del 2015.

L’incremento percentuale di forza lavoro più rilevante è stato registrato dagli Spagnoli che erano solo 34 nel 2008, salendo a 319 nel 2012. A luglio del 2015 erano già arrivati a 1027 con un incremento totale del 1600%.

Lo sviluppo demografico e sociale dell’isola, l’aumento percentuale del numero di anziani nella popolazione e i cambiamenti nelle dinamiche della famiglia, in particolare la riduzione del ruolo tradizionale di assistenza, hanno favorito l’afflusso a Malta di lavoratori Filippini che costituiscono la più grande comunità di emigrati non UE che si occupa principalmente di lavori domestici.

L’incremento dei lavoratori stranieri non deve essere interpretato come se gli stessi abbiano occupato il posto dei Maltesi.

Infatti, secondo il Sig. Joe Farrugia, direttore generale della Malta Employer’s Association, la crescente domanda di lavoro da parte dell’industria farmaceutica, turistica, finanziaria e dell’e gaming non può essere soddisfatta dall’offerta Maltese. Questo è uno dei motivi per il quale sempre più italiani, soprattutto giovani, si trasferiscono a Malta dopo aver perfezionato il loro inglese.

Il movimento di stranieri nel mercato del lavoro Maltese è stato significativo con l’adesione di Malta alla Unione Europea avvenuta nel 2004. Nel 2009, la recessione internazionale, ha comportato una contrazione nel flusso di stranieri, ma già dal 2010, il volume è cominciato a crescere in maniera costante.

Il Ministro Maltese del Lavoro, Evarist Bartollo ha dichiarato che la metà dei nuovi posti di lavoro creati a Malta sono stati presi da lavoratori stranieri. Quest’andamento si protrae da anni, la maggioranza dei lavoratori sono comunitari e non dell’Africa sub-Sahariana.

A dicembre del 2008 i cittadini dell’Unione Europea registrati regolarmente erano 5.055 e costituivano il 51.5% della forza lavoratrice straniera, ma già a luglio del 2015 i dati hanno subito un notevole incremento passando a 19.179 presenze corrispondendo al 75,5 % dell’intera forza lavoro di espatriati.

Sebbene molti dei lavori di basso profilo siano occupati da stranieri, circa il 40% dei lavori di prestigio, che richiedono un alto livello di competenze, sono presi da cittadini della UE.

Questi cambiamenti hanno avuto una notevole influenza sulle entrate del governo maltese. Infatti, se nel 2000 le entrate dai lavoratori stranieri rappresentavano solo il 2.4% delle imposte sul reddito e dei contributi previdenziali, dal 2014 questa percentuale è salita al 10.1% (fonte dati: Banca di Malta).

Il totale delle entrate versate dai lavoratori stranieri sono cresciute di nove volte nel periodo 2009-2014, mentre quelle dei cittadini maltesi sono raddoppiate.

Secondo, Aaron Grech capo del Dipartimento delle Ricerche Economiche della Banca Centrale, i lavoratori stranieri hanno determinato una crescita media annuale del PIL di circa 0,6 punti percentuale nel periodo 2010-2014.

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