Malta non è un paradiso fiscale

Nei precedenti post si è parlato della ricetta maltese contro la crisi e della crescita conseguita attraverso la diversificazione delle attività economiche con lo sviluppo di vari settori (farmaceutico, marittimo, aereonautico) ed in particolare quello dei servizi.
Il sistema fiscale agevolato e la bassa burocrazia ha permesso a molte aziende straniere di aprire una loro filiale nell’isola creando diverse opportunità di lavoro.

Recentemente è stato montato un vero e proprio attacco dei mass-media contro lo stato isola da parte di emittenti televisive e da giornali, che hanno definito Malta un paradiso fiscale, mettendo in dubbio un’intera economia.

Il sistema fiscale fu introdotto dagli Inglesi a Malta nel 1948 quando era una colonia ed è stato impostato in base alle leggi fiscali del Regno Unito.
Tale sistema fiscale era basato su due concetti fondamentali: il “sistema di imputazione” e la “tassazione progressiva”, questi concetti sono ancora alla base del sistema fiscale vigente.

Il Regno Unito abolì parzialmente il sistema di imputazione nel 1999, che ha resistito in Germania fino al 2001, in Italia fino al 2004, in Francia e Finlandia fino al 2005, e in Norvegia fino al 2006. Probabilmente, questi governi volevano ancora tassare l’azionista di una società al momento della ricezione dei dividendi, che fino ad allora era stato esentato.

Il termine “Imputazione” significa che le imposte pagate dalla società sono imputate come se fossero state pagate dall’azionista della stessa. Di conseguenza, non vengono applicate ulteriori imposte sui dividendi che vengono distribuiti agli azionisti.

Nel corso degli anni, il governo maltese ha deciso di non tassare ulteriormente l’azionista di una società, indipendentemente dalla sua nazionalità. Alcuni Stati come l’Italia, applicano ancora l’intero sistema di imputazione mentre altri lo applicano parzialmente.

Pertanto, una società holding di diritto maltese, in qualità di azionista di una controllata estera, può ricevere i dividendi dalla controllata senza pagare imposte in virtù dell’applicazione della regola della “esenzione dalla partecipazione”.

Queste esenzioni sono applicate nella maggior parte dei paesi della Unione Europea come il Lussemburgo la Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito e sono inserite nelle direttive emesse dalla stessa UE. Da quando Malta è entrata nell’Unione Europea, sono state recepite e incorporate nel sistema fiscale. Le leggi fiscali maltesi sono state modificate e si basano sui modelli esistenti nella maggior  parte dei paesi dell’UE.
Nel 2007 Malta ha introdotto nella propria legislazione fiscale “l’esenzione dalla partecipazione” ed è stata applicata in piena armonia e previa consultazione con l’UE e con la piena approvazione del Consiglio dei ministri delle finanze.

Per i motivi di cui sopra, Malta non può essere considerata un paradiso fiscale. Nei cosiddetti “paradisi fiscali” le società non sono soggette a tassazione, le informazioni sulla loro proprietà non sono divulgate nel registro pubblico della giurisdizione dello stato.
L’aliquota massima applicata alle imprese ed alle persone fisiche è del 35%. La fiscalità agevolata (tax refund 6/7) di cui si è parlato precedentemente è da amputarsi agli incentivi fiscali che sono riconosciuti a tutte le persone fisiche e giuridiche che decidono d’investire sul territorio maltese.

Ogni Stato Europeo può ogni anno esercitare la propria sovranità legislativa e fiscale, e stabilire i vari incentivi fiscali da offrire, in particolare alle imprese, per invogliarle ad effettuare investimenti sul proprio territorio nazionale.
Malta, tende sugli incentivi fiscali alle imprese e sul sistema dei rimborsi, rendendo strutturale un incentivo fiscale al contrario di altri Stati.
Questo è il motivo che ha spinto molti investitori ad aprire le loro attività in una giurisdizione che ha una burocrazia snella, la certezza del diritto ed un sistema finanziario solido e stabile.

L’ UE lo scorso mese ha pubblicato la lista dei paesi considerati paradisi fiscali e Malta non è tra questi.

fonti: Corriere di Malta

sistema-fiscale-Malta

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>