Situazione tasse a Dubai: conviene rispetto a Malta?

Dubai e Malta due economie in forte crescita anche grazie al fatto che non si pagano le tasse a Dubai e negli Emirati Arabi in genere e a Malta la tassazione è comunque molto favorevole​ a chi effettua transazioni solo con l’estero. Ma è proprio così?

Dubai come Malta, è una città dai mille volti e dall’economia sempre crescente. Un’economia che, secondo alcuni, ha basato le proprie fondamenta, sull’essere uno dei famosi ‘paradisi fiscali’. Sta di fatto che gli Emirati Arabi non applicano imposte personali sul reddito, mentre a Malta le persone fisiche e le società ne sono soggette. Tutti pensano: a Dubai non si pagano le tasse; ma è veramente così? Questo si è vero ma solo in parte!
Il governo di Dubai ha imposto le tasse solo sui profitti delle filiali di banche estere e di tutte le società che operano nel settore petrolifero, petrolchimico e del gas. Le banche estere sono tenute a pagare il 20% sul loro reddito mentre per le società petrolifere la percentuale sale fino al 55% a Dubai. A parte queste, non sono previste imposte sulle plusvalenze, sul capitale e sui dividendi fra soci e di fatto non esiste una legislazione sulle tasse.

Per ciò che riguarda Malta l’aliquota ordinaria applicata per il reddito delle società di tutti i settori è pari al 35% del reddito prodotto. A differenza però di altri paesi dell’Unione Europea, sono previste diverse forme di agevolazioni soprattutto in favore di quelle imprese che hanno rapporti con l’estero o che investono nella realizzazione di impianti. Sono deducibili le spese sostenute per gli interessi sui prestiti, le locazioni, le spese di ristrutturazione e manutenzione, i contributi a fondi pensione.

Se a Dubai non è stata ratificata nessuna imposta sui profitti delle imprese nella maggior parte dei settori, esclusi il petrolchimico e banche estere, questo non significa però che non ci siano costi da sostenere. Per poter avere una propria impresa negli Emirati Arabi è necessario pagare un costo di licenza annuale che varia dal tipo di attività e dal luogo dove si opera.
Inoltre è necessario avere un socio locale al 51% che avrà comunque diritto ad un profitto (fisso o variabile a seconda degli accordi diretti); e questo tipo di azione è praticamente una tassa.
Inoltre ci sono dei costi aggiuntivi quali ad esempio:

    • il visto di residenza per l’imprenditore, per la sua famiglia e/o dipendenti
    • il nuovo EChannel (una sorta di registrazione dell’azienda per poter rilasciare l’Immigration Card necessaria per emettere i visti).
    • dal 4 febbraio chi richiede un nuovo visto lavorativo deve presentare un certificato di buona condotta che va tradotto, asseverato e timbrato dall’Ambasciata di competenza.

A Dubai sono state introdotte diverse imposte come la tassa di soggiorno, sulle transazioni inerenti le procedure governative, pedaggio in alcune superstrade. I dazi doganali esistono ma sono in genere molto bassi e/o esclusi per determinate categorie di prodotti come ad esempio le materie da utilizzare per la produzione di beni da riesportare. Ma attenzione…in altri casi arrivano al 100% del valore del prodotto (bevande alcoliche, energy drink, tabacco).

Dal 1° gennaio 2018 gli Emirati Arabi hanno deciso di introdurre l’IVA visto le possibili ripercussioni economiche future per l’inevitabile fine del petrolio. L’imposta IVA, è fissata al 5% ma sono esenti i prodotti alimentari di base, istruzione e assistenza sanitaria.
Questo cambiamento avrà implicazioni di sempre più vasta portata, soprattutto per le imprese che avranno bisogno di avvalersi di figure professionali o società di servizi per la relativa gestione. Ma ciò potrebbe rilevarsi anche un’opportunità per chi entro breve vuole aprire una società contabile e di gestione dei conti.

Quindi aprire una qualsiasi attività a Dubai prevede dei costi inevitabili e in alcuni casi non banali ma può regalare grandi soddisfazioni, la scelta di aprirla in una Free Zone (zona franca) di Dubai resta la più economica e offre una serie di vantaggi: proprietà straniera del 100%, nessuna imposta sulle società, libertà di rimpatriare il capitale e il reddito, nessuna imposta sul reddito personale, completa esenzione dai dazi doganali, nessun obbligo di registri contabili e soprattutto nessun socio locale al 51%.

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