Chi è al servizio di chi

Chi è al servizio di chi

181
0
SHARE

Forse l’immagine più brutta della politica italiana da molto tempo ad oggi è arrivata all’inizio di questa settimana. La grande aula di Montecitorio, in grado di accogliere 630 deputati, ne contava solamente 19 lunedì mattina, quando era in calendario la discussione generale sull’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni. All’appello dei genitori di Giulio, devastati nell’anima dalla tragica fine del figlio e dallo stallo della politica in questi anni, aveva risposto il Presidente della Camera Fico, e la volontà di istituire una commissione d’inchiesta va nella direzione di ricercare giustizia e verità. A quanto pare i nostri parlamentari non sono stati toccati da questo argomento, mostrando non soltanto una misera sensibilità ma anche un’inaccettabile mancanza verso i propri doveri di rappresentati del popolo italiano. Ricoprire una carica pubblica, far parte delle istituzioni, è un privilegio e un onore.

Prima di tutto però è un onere, nel senso che prevede un comportamento adeguato da parte dei soggetti in questione, i quali non devono mai perdere il riferimento di essere al servizio dei cittadini e di dover lavorare con passione e serietà per il bene comune. Troppo spesso però queste belle parole rimangono tali, senza una corrispondenza nei fatti. Se il sentimento dell’antipolitica è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, portandosi dietro anche molte forze cosiddette “antisistema”, la colpa è di quei protagonisti del consesso politico che hanno svolto in maniera esecrabile il proprio compito.

Molti si dimenticano del proprio passato, calpestano senza vergogna la coerenza, pensano di essere una spanna sopra agli altri solo perché adesso occupano una “poltrona”. Non può che esserci rabbia di fronte a simili comportamenti, così come la rabbia sale, e si mischia alla frustrazione, quando si vedono pletore di parlamentari ignoranti come capre o consiglieri comunali che non hanno neppure una vaga idea degli atti che sono in discussione. Tale malcostume, come ogni fenomeno che prende campo, non si arresterà davvero fino a che non ci sarà una forza che gli si contrappone, una reazione dei cittadini che si rifiutano di sottostare a politici così inadeguati e arroganti: dobbiamo esigere di più, in parole povere.

A cominciare dai palazzi romani, gli esempi negativi si sono moltiplicati. Non c’è certo da stupirsi di quanto succede al vertice, se il ruolo istituzionale viene mal interpretato sin nelle più piccole realtà. Basta assistere a certi consigli comunali per rendersi conto di ciò. Chi è al servizio di chi? L’idea che le istituzioni debbano essere al servizio delle persone viene ribaltata con grande frequenza; capita così di assistere a ministri, deputati e assessori che si rivolgono con arroganza e disprezzo a chi pone problemi, a chi cerca risposte, a chi vorrebbe solo un impegno concreto.

La politica, quella con la p maiuscola, deve essere una richiesta che tutti noi facciamo, e per la quale ci battiamo, dalla realtà nazionale sino a quella locale. Con una pressione maggiore addosso, probabilmente le infauste orde di politicanti inizierebbero a dar peso alle proprie parole, poiché chiamati a rispondere di esse e delle proprie azioni da servitori della collettività quali da sempre sono e sempre dovranno rimanere.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY